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Piano Taranto

Dall’unione di alcune associazioni, FLMUniti-CUB e liberi cittadini, nasce l’idea di realizzare un piano di intervento – da presentare alle Istituzioni locali e nazionali, ai sindacati e alle varie associazioni di categoria – finalizzato all’elaborazione di un Accordo di Programma che consenta a Taranto di liberarsi dalla monocultura dell’acciaio.
Dopo aver fatto il punto della situazione economico-sociale-sanitaria, proponiamo la nostra idea di futuro, indicando le linee guida del progetto di rinascita della città. Nel Piano Taranto sono riportate le analisi dei costi sostenuti per mantenere in vita una fabbrica che, ad oggi – come afferma lo stesso Ministro Calenda – costa allo Stato 30 milioni di euro al mese. Abbiamo individuato i fondi pubblici che permetterebbero alla forza lavoro, attualmente impiegata all’Ilva e nell’indotto, di essere riqualificata e reimpiegata nelle opere di bonifica che, allo stato attuale, costituiscono un investimento economico più redditizio, in visione di una programmazione green dell’economia mondiale, facendo di Taranto la città pilota dell’industria 4.0. Abbiamo ripercorso gli allarmanti dati sanitari – a partire dallo studio Forastiere-Triassi- Biggeri, che per la prima volta ha stabilito il nesso di causalità tra inquinamento ed incremento di malati e morti – fino ai dati ISTAT diffusi dalla ASL nel dicembre scorso. Abbiamo evidenziato come, negli anni, ci sia stato un incremento costante del surplus di malattie correlate all’inquinamento ambientale e i relativi costi sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale. Abbiamo riconosciuto nel porto il volano dello sviluppo economico, alternativo alla grande industria impattante sul territorio. Dall’analisi complessiva emerge che l’Ilva sia, di fatto, economicamente sconveniente e che debba restare aperta esclusivamente per garantire la soddisfazione dei crediti delle banche – le uniche tutelate nei decreti salva- Ilva – esposte per circa 3 miliardi.

“Piano Taranto” è un documento aperto e partecipativo in continuo divenire, redatto a cura delle seguenti sigle:

Acli Taranto
Associazione Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti
Associazione GiorgioForever
Associazione Giustizia per Taranto
Associazione Taranto Respira
Comitato Legamjonici
Collettivo Morricella
Comitato Niobe
FLMUniti CUB sindacato di base
Gruppo Tamburi Combattenti
ISDE Medici per l’Ambiente Massafra
Movimento TuttaMiaLaCittà
Singole e singoli cittadini